Impianto di lavanda

Ecco le nostre risposte alle domande che riceviamo quotidianamente sull’avvio di un lavandeto.

La lavanda è una pianta preziosa per i molti usi in aromaterapia, la resa in olio è abbondante e la distillazione in corrente di vapore relativamente semplice.

Inoltre la lavanda è una pianta perenne molto rustica con poche esigenze e adattabile a diversi suoli e climi. Ama il sole, il terreno drenato e povero, sfrutta le pendenze collinari e montane, riposa in inverno e si adatta bene alle basse e alte temperature.

Una macro distinzione viene fatta solitamente tra lavanda vera (lavandula angustifolia) e lavandino (ibrido tra la lavanda angustifolia e latifolia). Quest’ultimo è riproducibile solo da talea in quanto sterile mentre la lavanda vera è riproducibile anche da seme.

Foto del Lavandeto Azienda Agricola Le Erbe dei Calanchi, Baiso (RE)

Per avviare un impianto di lavanda medio grande è necessario prevedere L’ESTIRPAZIONE DELLE ERBE SPONTANEE E LA PREVENZIONE DELLE STESSE, vale a dire quelle piante pioniere, vigorose, infestanti, che a primavera e in estate hanno una forza vegetativa che tende a soffocare piante perenni come la lavanda a lento radicamento e accrescimento. Questo significa, ragionando in biologico, che vanno previsti teli pacciamanti o un disegno di impianto che permetta il passaggio di mezzi agricoli destinati al diserbo meccanico. I teli pacciamanti sono di diversa natura, da quelli di plastica (mai scegliere quelli idrorepellenti, sempre quelli che fanno passare l’acqua e non la luce) a quelli di carta, di canapa, di juta, di lana, di mais. E’ importantissimo, laddove manchino le risorse per il diserbo, prevenire attentamente l’accrescimento delle erbe intorno alla lavanda per il primo anno e mezzo. Una volta superata questa prima fase cruciale tutto è in discesa.

Foto del Lavandeto Azienda Agricola Le Erbe dei Calanchi, Baiso (RE)

La lavanda vive bene con poca ACQUA, soffre il ristagno e gode di un terreno asciutto o appena umido. Questa caratteristica della lavanda non deve però trarre in inganno durante la progettazio- ne di un lavandeto. Negli ultimi anni in Italia spesso abbiamo vissuto per diversi mesi senza pioggia e con temperature molto elevate anche in modo duraturo, quindi il cambiamento va considerato. Se viviamo in zone particolarmente asciutte e poco piovose dovremo considerare di avviare il nostro impianto di lavanda in autunno invece che in primavera e se ne abbiamo la possibilità predisporre i mezzi per una bagnatura all’occorrenza